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domenica 13 ottobre 2013

Pedali


ci sono giorni in cui ogni cosa gira
all'indietro, come le ruote delle automobili
nei vecchi film.
pedali, pedali e non fai mai gol,
mi prende in giro
un amico.
allora io vado
in bicicletta.
pedalo, pedalo
lungo la pista
che corre
tra le rotaie e il mare
dove ci sono i fiori gialli
nella sabbia
gli alberi delle barche
che tintinnano
a riva
i capanni chiusi
gente che cammina
i gabbiani
il vento.
pedalo, pedalo
e non faccio gol.
pedalo, e basta.


mercoledì 14 agosto 2013

Lisa dagli occhi boh.

Mamma, cos'è questa canzone bizzarra?
Amore, non è bizzarra. Bizzarra in che senso?
Ma non l'hai inventata tu?
Ma ti pare.
Allora da dove viene?
Dalla fine degli anni '60, amore, dalla tivù in bianco e nero. La cantava un signore con una bellissima voce un po' all'antica che si chiama Mario Tessuto. Pensa che lo zio Ing. quando era ragazzo aveva un duo musicale col suo migliore amico e si chiamavano "I Fratelli Tessuto."
Allora non l'hai inventata tu.
No. Però mi piace, e la canto. C'è un video molto bello della tivù in bianco e nero in cui lui entra in scena presentato da Johnny Dorelli...
Johnny CHI?!
Lascia stare. Comunque, Mario Tessuto entra in scena e si vede che è emozionato e teso, e nella ripresa poi si vede il momento esatto in cui gli arriva il primo applauso dal pubblico e lui sorride, perché capisce che è andata.
Capisce cosa?
Senti, quando siamo a casa te lo faccio vedere.
Ok.

(notare la cravatta a polka dots e il direttore che tiene il tempo con la gamba)

venerdì 9 agosto 2013

Buone ferie.

Si aggira inquieto, poi arcua le sopracciglia grigie e incolla il naso al vetro.

"Hai detto che l'avresti presa per due ore."
"Non l'ho mai detto."
"Due ore, hai detto. E' il suo ultimo giorno prima delle ferie. E' tardi. Avevi detto due ore, in prestito."

"Non l'ho mai detto."
"Poi te la ridò."
"Mai detto."
"E' l'ultimo giorno."
"Io, se te la prendo, la prendo per tutta la mattina."
"Di là abbiamo avuto tantissimo da fare."
"Non è vero."
"Tantissima gente."
"No."
"Lei ci serviva."
"Serviva qui."
"Due ore, avevi detto."
"Non l'ho mai d..."
"SCUSATE"
"..."
"..."
"CapoM e CapoV, la vostra nobile tenzone mi commuove ma non sono una tizia a ore e comunque fate più piano, che sto scansionando i cartellini delle carte d'identità e mi confondo coi numeri."

venerdì 26 luglio 2013

Un corpo da urlo.

Sulla riviera adriatica è quasi sera.
Il mare è una tavola verde stretta e sottile, con tanti isolotti di sabbia morbida e scura. Su uno di quegli isolotti giocano i miei figli.
Io dormo sul lettino, ma li sento. Il processore elettronico di ultima generazione che è il cervello di una madre è in grado, anche nel sonno, di discernere la voce dei figli in mezzo a quelle di miliardi di altri bagnanti minori autoctoni e alloctoni, e di percepire se le grida sono di gioia, allarme reale, allarme simulato.
Mi rigiro.
Frammenti di conversazione dall'ombrellone vicino, da una mia coetanea dall'accento lumbàrd.
"... e non le sopporto, quelle di cinquant'anni con la tinta color mogano, sembra che abbiano il casco. Io dico, se una si trascura, ma non ti guardi allo specchio la mattina? e vogliamo parlare di quelle che a quarant'anni non si tingono? che girano con i capelli grigi, o bianchi? che schifo, non si può lasciarsi andare così..."
Mi alzo e caracollo in direzione della Lombarda alla Prima Crociata.
"Scusa, cosa dicevi delle quarantenni coi capelli grigi?"
La Lombarda mi guarda con aria schifata, poi scuote la testa.
"Naaaaah, niente da fare. Non parlavo di te. Con quel taglio perfetto..."
"L'ho fatto da sola con la macchinetta."
Mi liquida con un gesto.
"Ti stanno benissimo. Ma soprattutto, con quel corpo da urlo che ti ritrovi, è chiaro che i capelli puoi tenerli come ti pare."

... corpo da urlo?!

... cioè, una cosa tipo... questo?

domenica 7 luglio 2013

It's all in the wrist.

mamma, posso fare il bagno appena mangiato?
sì.
mamma posso avere un altro gelato?
sì.
mamma, posso andare a fare la trecentodecima partita a biliardino?
sì.
mamma posso strafocarmi di patatine e poi, naturalmente, fare il bagno al largo?
sì.
mamma, posso infastidire i grandi che giocano a ping pong?
sì.
mamma posso rubare la fidanzata al mio migliore amico?
sì.
mamma posso...
naturalmente.

mamikazen, i tuoi figli sono due angeli. Ma come fai a farli stare così buoni al mare? Si vede proprio che li hai educati bene. E' inutile che continui a dire che sono buoni di natura, che tu non fai niente, se non li avessi educati bene non sarebbero così. Sei davvero una brava mamma. Ma come fai?
Beh, è tutta questione di polso.

(polso sempre saldamente fermo. A bordo lettino, ovviamente).


sabato 20 aprile 2013

Tatuaggino? (g.c. Elio e le Storie Tese)

- mamma, mi sa che mi sta salendo la febbre.
- ok, ok. Stai qui con me sul lettone ci rilassiamo un po'...
- che stai facendo? oh, tatuaggi, bello!
- voglio scegliere il mio prossimo tatuaggio.
- figo.
- mi aiuti?
- sì. Cosa ti piace?
. hmmm... gli old school... questi con l'ancora. Oh, guarda, le pin-up! Uuuuuuh, guarda questo veliero, fantastico.
- mamma...
- aspetta, andiamo a vedere le principesse guerriere. Certo anche le fatine non sono male però no una cosa troppo smielata, un po' più aggressiva, sexy, tipo...
- mamma...
- oppure magari anche le farfalle 3D, guarda son meravigliose, vedi? con l'ombra, sembrano vere...

(2 ore più tardi)
- guarda questo ragno, fantastico. E questa coccinella?
- ...
- RodolfoValentino?
- ...
- ciccio, stai bene?
- mamma, sono caldissimo. Mi sa che ho minimo trentanove.
- sciocchezze, è il computer che è surriscaldato. Guardiamo un po' di carpe koi...

venerdì 19 aprile 2013

"The Resilience of Creativity in an Obstile Context" (abstract)

Ore 08.00.

Ampie aule fasciste della vecchia enorme scuola fascista ove hanno sede i dinamici Servizi Demografici di Cignocittà.

Mi avvio con aria professionale e impegnata verso l'anagrafe (ho in mano una pratica inutile e due mele da piazzare nell'armadietto delle merende della camera cafè).
Contemporaneamente collega V. si materializza dalla COpA (Centrale Operativa Anagrafica) con una pratica inutile in una mano e l'imprescindibile tazzina di caffè nell'altra.
Ci guatiamo e ghignamo: collega V. indossa una camicia rosa degna di un episodio cult di "Modern family", io ho un paio di fuseaux con una collezione di variopinte rose Barni su fondo nero.
- Guarda, siamo coordinati! - faccio io, roteando il sacchetto delle mele.
- Siamo fighissimi! e non hai visto il calzino... -  fa collega V., appoggiandosi a me con la mano che regge il caffè e mostrando la caviglia fasciata in un calzettone a coste mauve.

In quel momento, spunta il Dirigente.

domenica 24 marzo 2013

ieri sera ho visto un film di woody allen.

ieri sera ho visto un film di woody allen.
hm.
era "tutti dicono I love you". mi è piaciuto. l'hai visto?
no, ero a dormire.
ma a te piace, woody allen?
hm.
e' un sì?
h.
allora, ti piace o no?
s.
quali film hai visto?
non ricordo.
come sarebbe? hai detto che ti pia...
è che li ho visti tutti. molte volte. a parte qualcuno degli ultimi.
ah...
il primo l'ho visto al cinema con mia mamma, che avevo sette anni.
sette anni?!
eh, sì. era "Manhattan".
ah. allora ti piace, woody allen.
hm.

se ti conoscessi meglio potrei dirti che non è che woody allen mi piaccia. è che io sono woody allen. a parte il talento e le donne, intendo. per tutto il resto, io sono woody. potrei raccontarti di quando mia madre e mio fratello restavano a guardare le maratone woody allen in tivù fino a notte fonda e io sentivo tutti i sonori. di quando usciva il film annuale e mia mamma mi portava a vederlo, stardust memories, zelig, la rosa purpurea del cairo, radio days, crimini e misfatti. potrei dirti che il mio preferito è crimini e misfatti, no manhattan, no radio days, no broadway danny rose, no hannah e le sue sorelle, no...
ma in realtà anche se mi sei parecchio simpatico non ci conosciamo così bene, quindi, se proprio ci tieni, possiamo rimandare questo discorso a tra una decina d'anni.
mese più, mese meno.


mercoledì 27 febbraio 2013

In Siberia.

Per le elezioni, Capo V. è convinto di aver creato una task-force imbattibile, formata da elementi instancabili ed assolutamente fidati, per portare a termine alcuni delicati compiti legati all'espletamento del voto, vertice inviolabile dell'esercizio della democrazia.
Purtroppo per lui, a dimostrazione che anche i migliori a volte sbagliano, nel gruppo ha inserito anche Mamikazen e la mitica Collega F.

Mamikazen, qui ci sono i pacchi di schede che vanno all'interno dei sacchi, un pacco per la Camera uno per il Senato. Ne prendi su UNO ALLA VOLTA e lo metti davanti al sacco, così li possiamo ricontrollare tutti prima di metterli dentro. Tutto chiaro?
Certo, Capo V.
Allora vai. Seggio 48, settecentoquarantadue schede; seggio 100, novecentoottan... cosa st... Mamika, cosa stai facendo?
Quello che mi hai detto.
Io ti ho detto UNO ALLA VOLTA. Dammi retta, altrimenti domattina non senti più le braccia. Portane uno alla volta, cammini di più e fatichi di meno.
Ma così è più comodo.
Dammi retta.
Sono poche schede in ogni pacco.
Stai a sentire a me, ti conviene.
Poche.
Sentirai.
Non sento niente.

(La mattina dopo)
Mamik? Pronta per i duplicati delle tessere elettorali? Allora, questo è il tuo computer, queste sono le tessere, qui c'è il timbro "duplicato", qui c'è... Mamik, ma mi ascolti?
...
Cosa c'è? Ti fanno male le...
STAI ZITTO
Io te l'avevo d..
ZITTO
Ok
Ok
Ok
...

(allo sportello magicamente si materializza la signora C., entreneuse storica della città, donna di spettacolo e imprenditrice del sesso dotata del più enorme paio di OMISSIS che si siano mai viste, per l'occasione fasciate in un top rouge scollatissimo nonostante fuori ci siano dagli otto ai trentadue gradi sotto zero)
Buongiorno signora. Dica.
HO PERSO LA TESSERA ELETTORALE E VORREI VOTARE, COME DEVO FARE, CARINA?
Non si preoccupi, mi dà un documento d'identità e la rifacciamo subito. Questione di un minuto.
OH GRAZIE CARINA SEI GENTILISSIMA.
Ecco, signora. Una firma qua, per favore. Grazie. Questa è la sua nuova tessera...
MA COME SEI GENTILE. POSSO DIRTI UNA COSA?
Certo, signora, dica.
SEI UNA DONNA MOLTO, MOLTO SEXY. 
Oh, grazie... altrettanto.
QUEL VESTITO TI STA BENISSIMO. SOLO... UN PO' PIU' DI SCOLLATURA LA PROSSIMA VOLTA, EH? MI RACCOMANDO.
Senz'altro, non mancherò.
Mamikazen, ma quella è...
Se cortesemente vedi di stare zitto forse è la volta buona che riesco a trovarmi un lavoro ben retribuito.
Ah, ok, scusa.
Niente.


Mamik, lo sai? A me quando mi hanno spostata in anagrafe mi han detto: ma va', vai in Siberia?
Nel senso del gelo, della prigione o del Comunismo?
Tutte e tre.
A me hanno detto che sarei andata nel posto dove mettono in punizione i cattivi. Ma noi in effetti siamo cattive...
He he... cattivelle...
Cattivacce...
Cattivissimissime...
Capo V., ti andrebbe di sculacciarci?
Sì, sculacciaci...
Se non vi muovete a chiudere quei sacchi per i seggi vi sculaccio davvero.
Sì, sì, mmmh...
- RAGAZZE -
Oh, ok, uffa.
Ok. Sei una palla.


(tutti schierati in tribunale a ricevere i sacchi alla chiusura dei seggi)
Guardaaaaaaa! Il primo sacco che è arrivato... è il 69!
Hehe... non poteva essere che il sessantanove...
Già, il sessantanove, hi hi...
Capo V., hai visto?
Dobbiamo controllare che i verbali siano tutti timbrati e firmati, che tutti e centotrè i presidenti ci riportino tutte e centotrè le buste dalla otto alla quindici, sei matite, la scatola dei timbri, il fascicolo delle comunicazioni e le chiavi del seg...
Sì, sì, ma hai visto? Dico, hai visto? il primo sacco che è arrivato è il sessantanove, hai capito? sei-nove, hai presente? Sessantanove, occhiolino-occhiolino-risatina...
(fino a notte ad lib., mentre lavoravamo come bestie)