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venerdì 9 agosto 2013

Buone ferie.

Si aggira inquieto, poi arcua le sopracciglia grigie e incolla il naso al vetro.

"Hai detto che l'avresti presa per due ore."
"Non l'ho mai detto."
"Due ore, hai detto. E' il suo ultimo giorno prima delle ferie. E' tardi. Avevi detto due ore, in prestito."

"Non l'ho mai detto."
"Poi te la ridò."
"Mai detto."
"E' l'ultimo giorno."
"Io, se te la prendo, la prendo per tutta la mattina."
"Di là abbiamo avuto tantissimo da fare."
"Non è vero."
"Tantissima gente."
"No."
"Lei ci serviva."
"Serviva qui."
"Due ore, avevi detto."
"Non l'ho mai d..."
"SCUSATE"
"..."
"..."
"CapoM e CapoV, la vostra nobile tenzone mi commuove ma non sono una tizia a ore e comunque fate più piano, che sto scansionando i cartellini delle carte d'identità e mi confondo coi numeri."

giovedì 4 luglio 2013

Tie break (jeux décisif)

Ciao collega GenioDeiTelefoni!
Ooh, Mamikazen, che piacere.
Aspetta un momento prima di immergerti nel misterioso mondo degli apparecchi telefonici muti, devo chiederti una cosa.
Spara.
Tu che sei un provetto tennista, puoi darmi qualche dritta sul circolo del tennis?
Per te? Vuoi imparare a giocare?
No, per mio marito che non fa più movimento e mette su pancia. Quando era ragazzo giocava, vorrei regalargli delle lezioni per vedere se riesco a fargli fare un po' di moto.
Segnati questo numero: 063XYZWR, quando chiami chiedi di Mattia che è il coordinatore degli istruttori. Ma toglimi una curiosità...
Certamente, dimmi.
A donne, il marito, come va?
Mah, non saprei. Capisci, se va a donne non lo dice certo a me! Evidentemente comunque non fa abbastanza movim...
Non hai capito.
No?
No. Io intendevo: con TE.
Con... beh, compatibilmente con gli impegni e la famiglia... insomma normale, ma WTF... ?!
Segnati questo numero: 347GFTDFR.
Fatto. E' un insegnante di tennis?
No. E' il mio cellulare. Per te, non per il marito.
...
Ricordati, eh?
...

giovedì 18 aprile 2013

C'è un motivo, se si dice "paesucolo"

Segreteria telefonica del Comune di *Paesucolo:

"Buongiorno.
Siete in linea con il Comune di *Paesucolo.
Se conoscete già il numero dell'interno desiderato, digitatelo."

SE NO, FO**UTISSIMO C***O???

giovedì 7 marzo 2013

UVF, ossia l'Utonta che Venne dal Frigo.

Ore 11.00 di una mattina che poteva andare già molto meglio.
Sto pensando di alzarmi e infilare il corridoio fino allo Stanzino dei Giochi Proibiti per prendermi un bicchiere di quel liquido caldo dal sapore di antitarme che la ditta fornitrice si ostina a chiamare "the".
Le altre colleghe nella stanza sono sedute ciascuna alla rispettiva scrivania, come non capitava da settimane. Una prepara una cittadinanza articolo 44, una studia un verbale di cremazione, una sta per andare a celebrare un matrimonio ma ancora non è partita.
Nessun utonto in vista.
Prendo la chiavetta del distributore dello Stanzino dei Giochi Proibiti e mi alzo.
Immediatamente con una fluidità degna della medaglia d'oro di sincro alle olimpiadi collega P. va a rinchiudersi con aria cupa nello stanzino del Responsabile, collega N. si alza con aria svagata e si allontana in direzione del bagno, collega A. raccoglie con un solo ampio gesto atto di matrimonio, regalo e scarpe col tacco e fugge a far convolare, mentre entra un'Utonta.
L'Utonta che Venne dal Frigo.
Età stimabile settant'anni, volto imprigionato in una maschera di silicone in un maldestro e violento tentativo di schivare il Tempo, col risultato di sembrare una bambola gonfiabile usata come tappeto elastico da un bambino obeso.
Capello biondo sfibrato.
Pelliccia bianca.
Labbra forzatamente immobili.
Usando disponibilità e cortesia (carini e coccolosi, ragazzi, carini e coccolosi) ricostruisco il problema della UVF e lo risolvo con una gitarella in archivio e un paio di estratti. La signora sembra contenta, per quello che i suoi muscoli facciali le consentono di mostrare. Ringrazia. Poi mi fa:
Posso parlare di una cosa personale?
Certo, signora. Dica.
Perché non si tinge i capelli?
Non ho voglia di andare tutti i mesi a fare il ritocco dal parrucchiere,  o di spataccare tutta casa con le tinte.
Ma è un peccato, lei deve tingersi, è ancora giovane!
Sicuramente lei ha ragione, signora, ma le assicuro che non ce la posso fare...
No, no, non può restare così. Sembra molto più vecchia di quello che potrebbe sembrare se si tingesse. Lei così dimostra la sua età... invece, se si tingesse i capelli...
(Nel frattempo dall'anagrafe è spuntato collega V. che ha colto la succulenta occasione e si è piazzato dietro le mie spalle. Lo sento ghignare nell'intimo)
Allora, facciamo a capirci. Lei quanti anni mi dà? Sinceramente.
(Con la coda dell'occhio vedo collega V. fare "sessanta" con le dita)
Guardandola bene... direi quarantuno, quarantadue...
Esatto. Sono del 1971, quindi dimostro la mia età. 
Se si tingesse i capelli ne dimostrerebbe dieci di meno.
Ma a che pro? Cioè, cosa ci guadagnerei a dimostrarne di meno?
Lei non capisce il suo vantaggio, si tinga, lo dico per il suo bene.
E io la ringrazio, davvero, è gentile da parte sua. Magari ci penserò quando mi verranno le rughe.
Spero non si sia offesa...
Assolutamente, arrivederci.
Arrivederci e grazie.
...
Io...
NON. DIRE. NIENTE.
Ok. te lo dico dopo.
Ciao.
Ciao.

mercoledì 27 febbraio 2013

In Siberia.

Per le elezioni, Capo V. è convinto di aver creato una task-force imbattibile, formata da elementi instancabili ed assolutamente fidati, per portare a termine alcuni delicati compiti legati all'espletamento del voto, vertice inviolabile dell'esercizio della democrazia.
Purtroppo per lui, a dimostrazione che anche i migliori a volte sbagliano, nel gruppo ha inserito anche Mamikazen e la mitica Collega F.

Mamikazen, qui ci sono i pacchi di schede che vanno all'interno dei sacchi, un pacco per la Camera uno per il Senato. Ne prendi su UNO ALLA VOLTA e lo metti davanti al sacco, così li possiamo ricontrollare tutti prima di metterli dentro. Tutto chiaro?
Certo, Capo V.
Allora vai. Seggio 48, settecentoquarantadue schede; seggio 100, novecentoottan... cosa st... Mamika, cosa stai facendo?
Quello che mi hai detto.
Io ti ho detto UNO ALLA VOLTA. Dammi retta, altrimenti domattina non senti più le braccia. Portane uno alla volta, cammini di più e fatichi di meno.
Ma così è più comodo.
Dammi retta.
Sono poche schede in ogni pacco.
Stai a sentire a me, ti conviene.
Poche.
Sentirai.
Non sento niente.

(La mattina dopo)
Mamik? Pronta per i duplicati delle tessere elettorali? Allora, questo è il tuo computer, queste sono le tessere, qui c'è il timbro "duplicato", qui c'è... Mamik, ma mi ascolti?
...
Cosa c'è? Ti fanno male le...
STAI ZITTO
Io te l'avevo d..
ZITTO
Ok
Ok
Ok
...

(allo sportello magicamente si materializza la signora C., entreneuse storica della città, donna di spettacolo e imprenditrice del sesso dotata del più enorme paio di OMISSIS che si siano mai viste, per l'occasione fasciate in un top rouge scollatissimo nonostante fuori ci siano dagli otto ai trentadue gradi sotto zero)
Buongiorno signora. Dica.
HO PERSO LA TESSERA ELETTORALE E VORREI VOTARE, COME DEVO FARE, CARINA?
Non si preoccupi, mi dà un documento d'identità e la rifacciamo subito. Questione di un minuto.
OH GRAZIE CARINA SEI GENTILISSIMA.
Ecco, signora. Una firma qua, per favore. Grazie. Questa è la sua nuova tessera...
MA COME SEI GENTILE. POSSO DIRTI UNA COSA?
Certo, signora, dica.
SEI UNA DONNA MOLTO, MOLTO SEXY. 
Oh, grazie... altrettanto.
QUEL VESTITO TI STA BENISSIMO. SOLO... UN PO' PIU' DI SCOLLATURA LA PROSSIMA VOLTA, EH? MI RACCOMANDO.
Senz'altro, non mancherò.
Mamikazen, ma quella è...
Se cortesemente vedi di stare zitto forse è la volta buona che riesco a trovarmi un lavoro ben retribuito.
Ah, ok, scusa.
Niente.


Mamik, lo sai? A me quando mi hanno spostata in anagrafe mi han detto: ma va', vai in Siberia?
Nel senso del gelo, della prigione o del Comunismo?
Tutte e tre.
A me hanno detto che sarei andata nel posto dove mettono in punizione i cattivi. Ma noi in effetti siamo cattive...
He he... cattivelle...
Cattivacce...
Cattivissimissime...
Capo V., ti andrebbe di sculacciarci?
Sì, sculacciaci...
Se non vi muovete a chiudere quei sacchi per i seggi vi sculaccio davvero.
Sì, sì, mmmh...
- RAGAZZE -
Oh, ok, uffa.
Ok. Sei una palla.


(tutti schierati in tribunale a ricevere i sacchi alla chiusura dei seggi)
Guardaaaaaaa! Il primo sacco che è arrivato... è il 69!
Hehe... non poteva essere che il sessantanove...
Già, il sessantanove, hi hi...
Capo V., hai visto?
Dobbiamo controllare che i verbali siano tutti timbrati e firmati, che tutti e centotrè i presidenti ci riportino tutte e centotrè le buste dalla otto alla quindici, sei matite, la scatola dei timbri, il fascicolo delle comunicazioni e le chiavi del seg...
Sì, sì, ma hai visto? Dico, hai visto? il primo sacco che è arrivato è il sessantanove, hai capito? sei-nove, hai presente? Sessantanove, occhiolino-occhiolino-risatina...
(fino a notte ad lib., mentre lavoravamo come bestie)


venerdì 21 dicembre 2012

The DOOMED act, ossia l'atto dei Maya.

Mercoledì 20 dicembre, ufficio.
-Mamikazen, ti ho messo un meraviglioso atto di divorzio da Santo Domingo da trascrivere.
- Grazie CapoGentile, devi smetterla però di farmi questi regali o la gente comincerà a pensare male.
- Vero, che sono generoso?
- Ti adoro.

Un'ora dopo.
- TecnicoOrso, hai finito di smanettare nel mio computer?
- hm.
- Quindi è tutto a posto?
- h -
- Cioè, funziona tutto? Sei sicuro? Posso ricominciare a formare gli atti?
- h - mmm.
- Perché devo trascrivere questo cavolo di divorzio dall'estero, non vorrei bloccare tutta la II C dei matrimoni...
- h - nnn. Hm.
- grazie!
- prego.

Un'ora dopo.
- CollegaRomana, credo di avere un problema. Sono arrivata in fondo alla trascrizione ma...
- Che cc'è? Che tt'è successo?
- Nell'anteprima di stampa non compare il numero dell'atto...
- Nun è possibbile.
- Non... non c'è il mio nome... non ci sono i nomi degli intestatari... oddio... che cos'è?
- Prova a uscì, poi lo cancelli e 'o rifai.
- Asp... ecc... o c****, non si cancella!
- Come non si cancella?
- Non lo trova... mi dice che non c'è.
- Ma l'hai salvato prima di...?
- Sì ma non lo trova, non lo...
- Aspetta, ci metto le mani io.
- Grazie.
- Intanto avvisa tutti di non fà atti nella II C de matrimonio.

Un'ora dopo.
- %&!!!çç°°°°###§§§*_______________*
- CollegaRomana, senti, è tardi, io vado a casa, come disse Rossella O'Hara ci penserò domani, domani è un altro giorno... domani chiamiamo i gestori del sistema a Trieste, ce lo sbloccano loro...
- @@@??!!!++*******>____________________<

La mattina dopo, giovedì 21 dicembre.
- Ok, Mamikazen, da Trieste sono riusciti a cancellare l'atto. Che ne dici di rifarlo?
- Over my dead body, CapoGentile. Non stamattina. Non ce la posso fare. Sono ancora traumatizzata da ieri. A mezzogiorno devo celebrare un matrimonio. Sono inc****ta con TecnicoOrso che mi ha mentito dicendomi che andava tutto bene. Ho sonno perché ieri sera ho fatto vino bianco-vino rosso dopo un concerto. No way, non se ne parla.
- Allora lo facciamo da me nel mio computer. Prendi l'incartamento e vieni qui.
- SGRUNT. Va bene.

Un'ora dopo.
-  Oddio, guarda Mamika: nell'anteprima di stampa manca un pezzo dell'atto...
- Sono i Maya.
- Eh? Adesso lo cancello e lo rifaccio.
- NOOOOO! Non cancellarlo, capo, non farlo!
- Acc... non me lo cancella...
- Sono i Maya.
- Io provo a stamparlo.
- Oddio, sei pazzo? Non sui fogli degli atti, non sui...
- No, tranquilla, su un foglio bianco normale, che ti credi? Ecco qui... oddio, guarda, c'è tutto!
- Sei sicuro?
- Controlla.
- Hmmm... c'è tutto. Te l'ho detto, quest'atto è posseduto.
- Sono d'accordo. Stampiamolo velocemente e togliamocelo di torno.
- Ok. Vai.
- Stampiamo i documenti allegati... l'annotazione sugli atti di nascita...
- Capo...
-Oh cavolo, nell'annotazione viene fuori il giorno sbagliato. Abbiamo sbagliato qualcosa nell'atto?
- No... te l'ho detto, è posseduto. La Macumba di Santo Domingo. Dammelo che te lo correggo a penna.
- Assolutamente no, aspetta. Lo rifaccio. Ecco qui...
- Ehm... Capo...
- Eh? NOOOOOOOO!!!
- Sì. Hai ristampato l'etichetta sopra all'altra etichetta. Dobbiamo ricominciare da capo.

domenica 2 dicembre 2012

Uòscinton!

Lavorare all'ufficio di Stato Civile è fonte di continue meraviglie.

Sapevo, ad esempio, che nella prima metà del secolo appena passato un fermento di americanismo aveva percorso i nostri conterranei determinando il proliferare del nome "Washington" per i poveri infanti, con alcune amene varianti dettate dall'incomprensione dei suoni e/o dei fonemi stranieri.

Ignoravo però quante amene varianti.

Finché non ho fatto una ricerca.

E ho trovato...

WASHINGTON - perché qualcuno ci azzeccava, eh.

WASINGTON - più dolce, più... romagnolo?

WASINCTON - sincopato.

WAGSINTON - simpatico burlone

WASHJNCTON - orientalizzante

WASCHINGTON - ad abundantiam

VASINTO - traslitterazione classica

VASINTON - più fine, più bon ton

VASINGTON - un parente di Pinkerton?

VASHINGTON - il compromesso storico

lunedì 4 giugno 2012

il soldatino sul carso.

"dulce et decorum est pro patria mori"

questa mattina inizia pessima con i postumi del concerto, occhiali spessi, pioggia battente. cos'è che mi ha lasciato il capo sulla scrivania? "ministero della difesa - comitato per le onoranze ai caduti - si prega di fornire la localizzazione della tomba e copia integrale dell'atto di morte del soldato giovanni pezzichini deceduto in guerra il dieci di luglio dell'anno millenovecentoquindici...". ecco, c'è già passato il mostro_dell'archivio, e ci ha segnato sopra "NON TROVATO" e se non l'ha trovato lui... anche ai cimiteri non hanno trovato niente... comunque lo metto qui magari in un momento di calma ci butto un'occh

- ciao. ho un morto in parte prima con trasporto fuori comune. ti dispiace? mi parte alle nove.
- ok.

mi sento come se mi fosse passato sopra un camion, ho anche un po' di mal di gola, chissà se è stato brahms ieri sera o la pioggia stamattina o il vento ieri l'altro, mi verrà l'asma la bronchite la tisi, ma che hanno quelli delle pompe funebri? non si possono fare due giorni di festa di fila che s'ingolfano tutti qui a fare casin

- mi fai il permesso di seppellimento? e dieci certificati? e due estratti?
- ok.

che poi devo capire perché questa cosa della malinconia preventiva mi uccide, che la balle dice che è come dice vasco "ho fatto un patto sai con le mie emozioni le lascio vivere e loro non mi fanno fuori", ma io non sono mica tanto convinta, sarà quella screziatura malinconica di cui parla la gilessa o sarà che a quarant'anni sono rimasta la bambina viziata che er

- vorrei la copia integrale del mio atto di matrimonio, uso divorzio.
- ok.

che le cose mi mancano mentre ce le ho e mi sento inadeguata al mondo eccheppalle. ieri sera però è stato davvero bellissimo con la chiesa quasi piena piena e il maestro era così emozionato che ha sbagliato un attacco per la prima volta in vent'anni e la prof con la giacca verde che presentava le sezioni del deutsches requiem e noi tutti con una strizza che ci portava via e

- mamika, sai quello straniero che la moglie ci aveva chiesto di autorizzare l'espatrio della salma nel suo paese? beh, dal consolato è venuto fuori che al suo paese è sposato con un'altra. ho dovuto annullare il permesso di espatrio.
- ah... ok.

avevo un vestito bellissimo anche se vecchio come il cucco e anche se sembravo una lampadina dopo aver preso il sole due giorni in spiaggia all'ora di pranzo, però se rinasco voglio rinascere figa per provare una volta la sensazione di 

- dovrei dichiarare la nascita di mio figlio.
- ok.

bene. adesso l'ultima mezz'ora a sportello chiuso andiamo a vedere un po' di questo soldatino. certo che mi scoccia rifare il lavoro di un collega, se non l'ha trovato lui che vive dentro l'archivio da trent'anni... ecco, infatti nei decennali dei decessi non c'è. neanche nelle delegazioni. dunque però, se è morto nel '15 dev'esserci arrivata la dichiarazione dal fronte e dovremmo averlo registrato in parte II C, quasi sicuramente non nel '15 ma dopo. andiamo a vedere nei registri. 1915... no, cominciamo dal '16. ecco, non c'è. proviamo il '17... niente... il '18... aspetta aspetta, però dalle nostre parti 'pezzichini' non è una forma consueta, la forma consueta è 'pizzichini'... oddio, eccolo qui... pizzichini giovanni... asp, fammi leggere "oggi quindici di marzo dell'anno millenovecentodiciotto io sottoscritto tizio caio ufficiale dello stato civile del comune di cignolandia avendo ricevuto in data... un avviso di morte... trascrivo quanto segue: addì dieci luglio dell'anno millenovecentoquindici... il fante pizzichini giovanni di anni ventitrè, morto sul carso ed ivi sepolto..." mioddio, l'ho trov

- capo! capooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!
- eh? che c'è?
- l'ho trovato! ho trovato il soldatino! il soldatino sul carso!
- ma và? e adesso chi lo dice al mostro_dell'archivio? io no sicuro.
- guarda, ho trovato anche l'atto di nascita, del milleottocentonovantadue, vedi? nel corpo dell'atto c'è scritto "pizzichini giovanni", ma guarda un po' come si firmava il padre...
- pezzichini.
- già, pizzichini, pezzichini. ecco perché non lo trovavamo.
- però tu l'hai trovato.
- già. era sul carso. con mio nonno secondo che però non era fante, era alpino. mio nonno è tornato a casa, lui no. senti, ti lascio tutto di là in archivio.
- ok.
- ok.

giovedì 24 maggio 2012

senti, emiliano.

- signora!
- eh?
- signora, presto, venga qui.

senti, emiliano.
son quasi due settimane che son qui nel tuo territorio. mi hai imbottita di gnocco fritto, pasta all'uovo, carne di maiale conciata in modi che noi marchigiani non possiamo nemmeno lontanamente concepire. mi hai stordita di erre ed elle arrotate, mi hai devastata con la tua ospitalità che non prevede si rifiuti un piatto né un cambio di asciugamani. mi hai disorientata con i tuoi prati pieni d'erba, i tuoi boschi pieni d'alberi, le papere, i cigni, l'airone che fa il bagno e la gazza ladra sull'argine del fiume.
adesso che vuoi da me, emiliano, che sto camminando a bordo campo per raggiungere il mio albergo, che vuoi, emiliano, che vuoi da me

- signora, venga, attraversi adesso che poi passa la cronometro.
- eh?
- la gara di biciclette, signora, non ha visto? attraversi, venga qua.

senti, emiliano.
io non ne posso più.
son quasi due settimane che me ne sto rinchiusa nel tuo bell'albergo mentre per nove ore al giorno dei colleghi - in massima parte, peraltro, emiliani -mi imbottiscono di nozioni di stato civile mentre i miei compagni di sventura da tutt'italia fanno gli esempi più assurdi e sudano assieme a me, in cinquanta nel tuo bel solarium, emiliano. con lo gnocco fritto sullo stomaco, circondati da chilometri e chilometri di prati e alberi e prati e alberi e prati che la sera quando esci a far due passi per ricordarti che al mondo non c'è solo lo stato civile ma pure quello modello base ti giri intorno e ti sembra di stare a central park, tutti che fanno jogging e si stirano i muscoli e corrono in bici e si stirano i muscoli, frotte di gente che corre tutti assieme tutti sudati tutti in calzoncini e maglietta e mica si fermano se uno cammina, no, che gliene frega agli emiliani, ti vengono addosso in gruppo perché loro ci hanno diritto che son più veloci e anche belli magri mentre io, dopo due settimane di stato civile e gnocco fritto, io, caro il mio emiliano, altro che gara a cronometro dovrei fare

- attraversi veloce, signora, che poi arrivano le biciclette.
- ma io non voglio attraversare, vede? il mio albergo è più avanti da questo lato, sulla destra.
- ma signora, lì è tutto bagnato, si sporca.

senti, emiliano.
noi marchigiani, il fango, ce lo abbiamo nel sangue. guarda che l'altro giorno mentre c'era il terremoto io ero al computer a inserire le mail dei coristi nella rubrica di libero e mica son corsa giù nella hall dell'albergo, io, son stata ferma lì e ho continuato a inserire perché la terra trema, ma noi marchigiani no. guarda che dove stiamo noi è montefeltro e nel montefeltro il fango è all'ordine del giorno, che mica ci abbiamo i praterelli belli tosati come le pecore, come qui in emilia, nelle marche la natura è selvatica e pure un po' selvaggia e abbiamo i monti veri, e le rocce, e la macchia mediterranea, emiliano, ci fa un baffo a noi il fango, hai mai provato a correre la mattina sul bagnasciuga storto dell'adriatico, tu? altro che ciclabili larghe e belline. e a proposito, un'umidità come quella di oggi del duecento per cento ce l'abbiamo anche noi, cosa credi, ma almeno ci abbiamo lo sfogo a mare, che prendo vado giù e mi tuffo, e qui dove vado, con lo gnocco fritto sullo stomaco, il fiume che trasuda l'umido e i boschi con gli alberi tutti uguali che ieri la collega toscana e quella campana ci si son perse e ci hanno messo tre ore a tornare

- guardi, lei è molto gentile, ma io continuo qui, grazie.
- è sicura, signora?
- sì, guardi, le prometto che non attraverso.
- ah, allora bene. buonasera.
- buonasera a lei.

martedì 15 maggio 2012

Io confesso.

Confesso che nove ore di lezione sulla DigitPA, i codici HTML, il sistema crittografico delle firme digitali e le circonvoluzioni del sistema INA-SAIA mi hanno messo addosso una gran voglia.

Di Luis Bacalov.

In tutte le sue forme.

Anche le più insospettabili.






lunedì 14 maggio 2012

case history.

"io ho una salma di un mio residente all'estero che mi rientra dalla cina. solo la salma. posso formare l'atto di morte?"

"io ho un missionario morto in africa, i suoi confratelli sanno che è morto ma nessuno sa dove. posso cancellarlo per irreperibilità?"

"io ho un residente in malesia che mi ha trasmesso il suo atto di matrimonio da trascrivere ma ancora non mi manda l'atto di morte della madre, che è morta da due anni. Posso costringerlo?"

"io ho un tale, residente da me, che è uscito di casa un mattino e non è più tornato. L'hanno trovato di recente morto in un pozzo in un'altra città. Chi deve formare l'atto di morte?"

"io ho una signora che ha avuto il decreto di cambio di cognome e prenome dal tribunale perché ha cambiato religione e i suoi vecchi correligionari l'hanno condannata a morte."

sei tagliato per l'avventura?

vieni anche tu nel magico mondo dei servizi demografici.

domenica 13 maggio 2012

Il Paese dei Servizi Demografici Perduti.

Ho fatto una valigia pesantissima piena di cose inutili con cui sul treno stipato all'inverosimile ho tentato di uccidere, nell'ordine, un orchestrale (sezione fiati, gruppo degli ottoni - l'ho capito dal fatto che aveva una spilla di Scatcat sulla custodia dello strumento), una fighetta addormentata nel posto dietro, un africano probabilmente già morto (sono sgattaiolata via, sapete che cavolo di bega è registrare una dichiarazione di morte in treno? beh, io sì) e un bambino.

Alla stazione del Paese dei Servizi Demografici Perduti ho trovato subito una compagna di corso, che però ha litigato subito col tassista.

L'albergo del Paese SDP ricorda vagamente l'ospedale di "Coma profondo" (giusto per non citare sempre i corridoi dell'albergo di Shining, che ormai), gli unici rumori sono quelli dell'acqua del torrente termale e le strambe grida di un uccello della bassa. Intorno, chilometri e chilometri di campagna attraversati da un grande viale dove passa un'auto ogni mezz'ora.

Alla prima pizzeria che ho incontrato camminando da sola lungo il viale vuoto nella campagna deserta non mi hanno dato un tavolo, perché ero da sola.

Per fortuna skype funziona.

E fu sera e fu mattina, primo giorno.

giovedì 19 aprile 2012

Il nome.

"Buongiorno."

"Buongiorno?"

"Siamo qui per registrare un bambino..."

"Ah, bene! Lei è il signor? Pinco Pallino... e lei... mi date i vostri documenti? Ah, la signora Pinkovna Palinovna. Siete sposati? No? Ok. Vedo che lei è residente a Cignocittà, e lei signora invece... mmmh... oh, Mosca! Favoloso, un... come lo chiamiamo questo ragazzo? Ah, Andrea, bene, allora un signor Andrea metà italiano e metà russo che farà strage di cuori, tra qualche anno. Posso vedere? Mamma mia com'è carino, è bellissimo, ma dorme sempre così? Dorme e mangia? Beh, congratulazioni! E' meraviglioso. Quanto pesava alla nascita? Certo che è proprio bello. Ecco, ho preparato l'atto di nascita, adesso ve lo leggo perché poi lo dovete firmare anche voi, tutti e due. Pronti? Bene.
'Oggi addì ics del mese di aprile dell'anno duemiladodici avanti a me Mamikazen, Istruttore Amministrativo, Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Cignolandia per delega avuta, è comparso il signor Pinco Pallino nato a Pirupirù il quindici maggio millenovecentoerotti, il quale nella sua veste di padre mi ha dichiarato quanto segue: il giorno ics del mese di aprile dell'anno duemiladodici alle ore dodici e minuti dieci nell'Ospedale di Cignolandia è nato un bambino di sesso maschile...' ... signora? tutto bene? no, non si preoccupi, si sieda... ecco, prenda i miei fazzoletti, oh, è normale, non si hanno mai i fazzoletti quando servono e poi con un bambino... vedrà, le capiterà regolarmente... ma non deve scusarsi, è bello vedere una mamma che si emoziona, è un momento bellissimo..."

Quando vengono i genitori a dichiarare una nascita è sempre bello. Se portano il bambino, poi, e tu lo vedi, bello placido nella sua carrozzina oppure urlante, sorvegliato a vista dal fratellino geloso o amorevolmente ninnato da un nonno, allora è davvero fantastico. I genitori possono essere soddisfatti, sorridenti, stanchi morti, nervosi, preoccupati per il parcheggio in doppia fila o per le coliche dell'infante.

Ma è la prima volta che una mamma piange.
E' la prima volta che una mamma piange mentre le leggo l'atto di nascita di suo figlio, mentre sente il racconto di quello che è successo qualche giorno prima, in ospedale, mentre sancisco che da ora e, auspicabilmente, per i prossimi cent'anni, il signor Andrea Pallino si volterà ogni volta che qualcuno lo chiama proprio con quel nome che, una mattina di quasi sole in un ufficetto comunale di Cignocittà, i suoi genitori Pinco Pallino e Pinkovna Palinovna, emozionati e un po' stanchi, hanno deciso assieme di dargli - "sei sicuro? allora è Andrea, eh? in ospedale eravamo ancora un po' indecisi... però è proprio un bel nome, non è vero?".

Benvenuto, Andrea, che la vita ti sia lieve e il tuo mondo non abbia confini.
Firmato: l'Ufficiale di Stato Civile.

mercoledì 21 marzo 2012

I scream, you scream, we all scream for ice cream!

Mattina.

Sulla scrivania ci sono già tre morti, una nascita dall'estero, tre annotazioni, due richieste di ricostruzione dell'albero genealogico dalla prima guerra mondiale a ritroso fino a Neanderthal, una tizia che vuole l'ora della sua nascita per farsi fare il quadro astrale e un'altra tizia inquietante che vuole un certificato di matrimonio non suo "solo per sapere lui com'è messo".

CollegaRomana entra in ufficio brandendo una ciotola di plastica mantenuta fredda da una borsa del ghiaccio.

- L'avevo promesso e l'ho portato, il mio gelato. Fatto in casa senza gelatiera. Tre gusti: crema, croccantino e cioccolato con i pezzi dentro. Adesso non lo possiamo magnà ch'è presto, secondo te se lo porto al bar all'angolo e chiedo il favore di tenercelo nel congelatore e di portarcelo alle dieci insieme al caffé?

- ... !!! - SBAVSGNMH -... !

- ok, allora vado.

Prima di uscire, CollegaRomana mostra la sacra reliquia al popolo adorante. Collega P. fa gli occhi a piattino, l'Orco dell'Archivio si commuove, collega F. ulula "lo zuccotto, LO ZUCCOTTO!".

Alle dieci e un quarto, quando la ragazza del bar s'infila in archivio, l'ufficio si leva come un sol uomo e scompare dietro la porta a battente.
Per una decina di minuti l'aria è permeata di "Uuuuuuuuh", "AH!", "Hhhhmmm", Ooooohh"...
Il Dirigente passa baldanzoso per le stanze, evidentemente in cerca di qualcuno per una questine urgente.
Per la prima volta nella storia dello S. C. di Cignolandia, nessuno - dico nessuno - dà segno di averlo visto.

sabato 17 marzo 2012

bienvenidos

un benvenuto ai colleghi dello S. C. che - forse ma forse - oggi o domani o chissà - mi verranno a trovare ("un blog? mandami l'indirizzo" "ehm... ok... ma... va bene.").

giusto perché sappiano che io sono così, nella vita vera... magari in ufficio sembro diversa... ma sono quella che si nasconde dietro la colonna e canta e balla senza spartito e non gliene frega niente del resto del mondo.

un bacione a CollegaRomana e all'Orcodell'Archivio, se passano di qui.
A tutti gli altri, buona musica.

venerdì 16 marzo 2012

rinvenuto cadavere in BCPL

mamikazen e collegaromana a dialogo in orario di sportello allo stato civile.

-... e quindi sul certificato, vedi, accanto alla data del decesso mi vengono fuori queste parentesi graffe del c.zo

- hai messo qualcosa di strano nella causa del decesso?

- no.

- ma è un "rinvenuto cadavere"?

- e certo che è un "rinvenuto cadavere", gli è partito un embolo e l'han trovato lì dopo mezz'ora.

- ah, quello riverso sul... ?

- hm-hm. sull'atto abbiamo messo "rinvenuto cadavere alle nove-zerocinque del..."

mi accorgo che sulla porta c'è una signora immobile da probabilmente cinque minuti.

- buongiorno signora, dica pure.

la signora sbarra gli occhi, gira i tacchi e scappa verso la stanza di fronte.

- collegaromana, mi sa che stiamo perdendo appeal.

- hm. in compenso t'ho risolto il probblema delle parentesi graffe. era un errore nell'impostazione BCPL. provalo subbito su un "rinvenuto cadavere", vedrai che te viè bbene.

lunedì 5 marzo 2012

La equivoca.

Sono incastrata in archivio con tre atti di matrimonio da caricare nel sistema informatico per tre carampane che scalpitano per avere un estratto delle rispettive nozze celebrate quando Cecco Beppe governava l'Austria.

In archivio irrompe la Collega Matrimoni.

"Mamikazen, che suoneria hai nel cellulare?"
"La Equivoca. Perché?"
"E' musica argentina, vero? Ma non è molto conosciuta."

Sì, Collega Matrimoni, è musica argentina, la mia musica argentina del mio Ariel Ramirez e no, non è Libertango né Oblivion, e soprattutto è gentile da parte tua venire qui a ricordarmi l'estate e il Trio del Barrio e i sandali dorati col tacco e il charango e i vestiti con le spalline e il bandoneonista italosvizzeroargentino - proprio come alfonsina storni - che ci faceva cantare El ultimo café eccetera eccetera eccetera mentre sono qui, incastrata in questo archivio a inserire in questo (omissis) di sistema informatico inventato da un epigono perverso di Hal 9000 i tre atti di matrimonio di Scarlett O'Hara, Melania Wilkes e Anna Bolena e probabilmente ci resterò fino alla pensione, vale a dire a una prima botta di conti fino ai centododici anni

"Sì, è un pezzo per pianoforte di Ariel Ramirez, uno dei compositori argentini più famosi del '900..."
"Ecco perché l'Argentino si è emozionato."
"L'... l'Argentino? quale Argentino?"
"Quello al quale stavo facendo le pubblicazioni di matrimonio."
"Cioè, c'era un Argentino in ufficio? Di là da questa porta?"
"Ce n'erano due, lui e la fidanzata. Lui è un cantante Argentino."
"..."
"Quando ha sentito la suoneria del tuo telefonino per poco non diventava matto. Io gli ho detto che tu canti in un coro, che fate anche musica argentina, lui era tutto entusiasta, si è quasi commosso.
"Ma... perché non mi hai chiamata?"
"Beh, che ne sapevo che eri qui."

Ceeeeerto, avrei potuto essere ovunque.

A Buenos Aires a ballare il tango, ad esempio.

sabato 4 febbraio 2012

Un figlio avanti.

"Guanciabella, tesoro, neo-cinquenne. Dillo a mamma tua, dimmelo: ma tu, cosa vuoi fare da grande?"

"Voglio aprire un blog. E voglio fare la mamma, così posso cucinare."

mercoledì 18 gennaio 2012

A mark in time.

Il mio nuovo lavoro ha molti lati positivi.

Uno di questi è l'accesso all'archivio.

L'accesso all'archivio è vietato al pubblico, strettamente regolamentato, ogni accesso agli atti deve essere giustificato. L'archivio è sorvegliato a vista dal collega I., che conosce i reconditi segreti dei trisavoli di ogni singolo Cignolese venuto al mondo, sa come fare ogni tipo di annotazione su ogni tipo di atto, urla contro chiunque per qualsiasi motivo a ogni ora del giorno e non è blandibile neppure con offerte di sigarette, caffè o esibizione di scollature generose o decimetri di gamba in calza velata.

Io però negli archivi ci ho già lavorato.

Certo, non erano archivi di persone. Erano archivi di oggetti, e archivi di documenti relativi ad oggetti. Ma scavare, ho scavato. Quanto a decifrare scritture non sono mai stata seconda a nessuno. E nella mia carriera (carriera?!) lavorativa sono riuscita a collaborare positivamente con colleghi/e affetti da orsismo, isteria acuta, crisi di panico con svenimento, manìa sadico-ossessivo-compulsiva, prolassi di protagonismo maniacale eccetera eccetera eccetera.

Sta di fatto che il collega I., con somma sorpresa deglin altri colleghi che lo conoscono da anni, ogni tanto mi dice "brava". Tipo quando scopro che la signora X, della quale sto stendendo l'atto di morte, da ben ottantasette anni è registrata in ogni nostro atto e documento con un certo luogo di nascita, che in realtà non corrisponde a Nessun Luogo sulla Terra. O come quando riesco a ricostruire che, mettiamo, il "Kansas" citato in un atto non è il "Kansas" Stato, e neppure Kansas City - Kansas, bensì Kansas City - Missouri. Echissenefrega, direte voi? Ma l'archivio è l'archivio, la storia è storia e le persone sono persone, e se sono nate - sia pure quasi cent'anni fa - a Kansas City - Missouri hanno diritto che così sia scritto, di preciso.

Insomma, è innegabile che su certe cose io e il collega I. ci capiamo. Insomma, un minimo.

Oggi, poi, mi ha chiesto di aiutarlo a fare una ricerca.

Io aiutare lui a fare una ricerca.

"Mamikazen, guarda questi."

Questi sono due grossi volumi con le pagine mooolto, moooooooolto ingiallite.

"Sono le statistiche dei morti negli anni 1916-1918, devo cercare un eroe di guerra, bisognerà spulciarli uno ad uno, una fati... ma cosa stai facendo???"

"I., guarda... guarda! Guarda questo... età 48 anni, causa del decesso demenza senile... demenza senile a 48 anni, fantastico! Ma ci pensi? Un altro mondo. Guarda, mio Dio, quanti bambini... età cinque giorni, inanizione, età diciotto mesi, pertosse... rachitide... polio... tubercolosi... e poi guarda, una marea di polmoniti, bronchiti... ma ci pensi? era l'anno della Spagnola! Ancora pertosse... certo,niente vaccino. Inanizione, ancora inanizione... a questi avrebbero dato il latte artificiale e sarebbero campati tutti... anche questo, guarda, morto a dieci giorni per insufficienza respiratoria, probabilmente era prematuro, oggi si sarebbe fatto un po' d'incubatrice e avrebbe campato ottant'anni, magari..."

"... ehm. Lo considero un sì?"

Cielo, io adoro il mio nuovo lavoro.